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Home / News / POLIZIA PROVINCIALE - Scoperto un bracconiere al Marginone: rischia fino a un anno di carcere o 2mila euro di sanzione

POLIZIA PROVINCIALE - Scoperto un bracconiere al Marginone: rischia fino a un anno di carcere o 2mila euro di sanzione

Un momento dell'operazione della Polizia provinciale
Martedì, 29 Novembre, 2022
Tipologia: 
Comunicato stampa

Ennesimo colpo duro all’attività del bracconaggio da parte della Polizia provinciale di Lucca. L’accertamento ha riguardato un pensionato che praticava l’uccellagione nella zona del Marginone e faceva uso di richiami acustici elettronici.

Alcune settimane fa, l’uomo è stato colto in flagranza di reato dagli agenti della Polizia provinciale e dalle Guardie giurate volontarie del Wwf, mentre stava praticando l’uccellagione: al momento del controllo, il cacciatore – sfruttando una rete lunga circa 22 metri per un’altezza di circa 3 metri – aveva già catturato 5 tordi bottacci, uccellini migratori di piccola taglia, utilizzando come richiamo un apparecchio acustico elettronico, anche questo vietato e penalmente sanzionato dalla legge sulla caccia, in quanto in gradi di attirare in trappola grandi numeri di uccelli.

Quattro dei volatili catturati sono stati immediatamente liberati, mentre l’ultimo, essendo rimasto impigliato nelle stringenti maglie delle reti, si è ferito gravemente ed è stato, quindi, affidato in custodia giudiziale all’associazione Anpana di Lucca che ha portato l’uccellino a una crinica veterinaria di Lucca convenzionata. Qua, il piccolo volatile è stato soccorso e curato, ma, nonostante gli sforzi, è morto la sera seguente, a causa delle ferite riportate.

L’uccellagione è, infatti, molto pericolosa per i volatili, in quanto è una pratica di cattura indiscriminata di avifauna viva, con reti su pali, spesso con il fine dell’abbattimento o riduzione in cattività, ma anche del traffico clandestino di animali selvatici.

Il cacciatore è stato segnalato all’autorità giudiziaria e dovrà rispondere dei reati di uccellagione e utilizzo di mezzi di caccia vietati, in base alla L. 157/1992, per la quale rischia l’arresto e una pena fino a un anno di carcere o un’ammenda fino a 2mila euro.

«Dall’inizio della stagione venatoria – commenta il comandante della Polizia provinciale, Elio Cappellini – sono già ben quattro le persone che abbiamo denunciato, in altrettante operazioni antibracconaggio. Questa volta, però, il plauso va all’attività di intelligence degli agenti del Comando e delle guardie giurate volontarie del Wwf che hanno dato un valido supporto all’attività di contrasto al bracconaggio. Una sinergia che ha dato i suoi frutti e che continuerà nel corso di tutta la stagione venatoria. Confidiamo – conclude Cappellini – che la ripresa del controllo del territorio, unita alla pianificazione mirata di servizi di vigilanza venatoria messi in atto dalla Polizia provinciale, scoraggerà sempre più l’attività di bracconaggio, pratica illegale e priva di etica, spesso finalizzata alla crudele mercificazione della fauna selvatica a discapito delle sofferenze prodotte nei confronti degli stessi animali».

ultima modifica: 29/11/2022 - 13:04