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Forum della Solidarietà lucchese
Come ci vedono gli “altri” e le “altre”? Come valutano il nostro comportamento, le nostre scelte quotidiane, il nostro stile di vita? Cosa pensano delle nostre azioni nei loro confronti?
Su questo ci siamo interrogati nel corso del 3° Forum della Solidarietà lucchese nel mondo.
Un’esigenza di approfondimento e di riflessione nata dai due precedenti Forum in cui abbiamo cercato di capire “chi è l’altro” (1° Forum - 2003) e “come l’altro vede se stesso” (l’altro visto con i suoi occhi, 2° Forum - 2005).
Il cammino fin qui svolto, come spesso accade, più che a trovare risposte certe ci ha portato a moltiplicare le domande, ad avvertire il bisogno di ampliare e irrobustire i nostri strumenti di conoscenza.
Tanti sono gli interrogativi umanamente ed eticamente sempre più ineludibili.
Che relazione esiste fra il nostro stile di vita e le condizioni degli abitanti degli altri continenti? L’interdipendenza in cui ci troviamo coinvolti ci rende responsabili delle povertà, delle disuguaglianze, delle ingiustizie diffuse nel mondo? Far parte del 20% (e meno) degli abitanti del pianeta che consumano l’80% (e più) delle risorse totali disponibili, ci consente di proseguire indifferenti nella nostra corsa al consumo? Siamo inconsapevoli delle nostre responsabilità o piuttosto colpevolmente sordi alle voci che provengono dal cosiddetto “sud del mondo”?
E ancora: non ci sono segnali crescenti che la povertà, le disuguaglianze, le ingiustizie siano sempre più presenti in tutti i tipi di società? Anche nella nostra che si ritiene moderna ed evoluta? Non è forse necessario assumere delle chiavi di lettura più raffinate per analizzare le relazioni internazionali? Non è forse necessario iniziare a rifiutare l’immagine di un mondo diviso in “sviluppato” e “non sviluppato” o “in via di sviluppo” ? L’attuale concetto di sviluppo quantitativo è ancora valido? Non nasconde le ingiustizie e non rischia di mistificare un mito del progresso ormai smentito dalla realtà dei fatti? Non prende talvolta le forme della cooperazione internazionale per determinare le scelte degli altri, per imporre uno stile di vita che non risolve i problemi di popoli e comunità, ma, anzi, spesso li accentua?
Infine e in sintesi: non è più coraggioso cominciare a pensare che sia giusto e necessario imparare a camminare tutti assieme con un passo e lungo una strada che abbia per orizzonte il rispetto integrale della dignità della persona umana? E cominciare a riflettere più criticamente su un modello di crescita che molti segnali ci dicono divenire ogni giorno più difficilmente sostenibile?
La specie umana così come ha inventato potenti forme di distruzione può inventare una pace vera, nuovi modi di vita che rispettino la terra e tutti gli uomini che vivono, nascono e nasceranno nel suo grembo.
Nuovi modi di vita che implichino nuove priorità, nuove sensibilità, nuovi orizzonti di senso che forse esistono già ma che solitamente non vediamo o non riusciamo a percepire.
A questo abbiamo dedicato il 3° Forum della Solidarietà: a scoprire quanto di nuovo e vitale esiste, quanto gli altri e le altre hanno da dirci e da mostrarci, quanto hanno da insegnarci
Stefano Baccelli
Il Presidente della Provincia di Lucca
Atti del forum
- 30 aprile-3 maggio 2008 Atti del 3 ° Forum della solidarietà lucchese nel Mondo (formato .PDF)









