Vai a contenuti

Inizio contenuti

Comunicati stampa

COMUNICAZIONE ed EUROPA: fiducia nell’Unione Europea e percezione del ruolo svolto nel sostegno allo sviluppo locale. I dati dell'indagine di Demopolis a livello toscano.

08/05/2017 - 16:30

Più europei degli italiani e della media dei cittadini del Vecchio Continente: la fiducia dei toscani nell’UE si attesta oggi al 43%. Si tratta di una percentuale superiore di 10 punti rispetto al dato nazionale rilevato dal Barometro Politico dell’Istituto Demopolis.Lo spirito europeista, che in Toscana resiste, è dimostrato non solo dalla pragmatica considerazione che far parte dell’Unione sia condizione vincolante e di tutela per gli equilibri del Paese, ma anche da una più diffusa fiducia nel progetto europeo.L’indagine, condotta dall’Istituto Demopolis per la Provincia di Lucca, fotografa questa peculiarità toscana, quasi un’eccezione in un Paese come l’Italia, che ha smesso di primeggiare per europeismo. L’euroscetticismo nella Regione è meno diffuso che altrove e maggioritaria risulta la valutazione sul ruolo positivo dell’UE nel sostegno allo sviluppo locale.


“Negli ultimi anni – ha spiegato il direttore di Demopolis Pietro Vento – le istituzioni comunitarie hanno perduto nel nostro Paese il consenso di ampi segmenti dell’opinione pubblica: la fiducia nell’UE passa infatti dal 52% del 2006 sino al 26% del 2016, per attestarsi oggi – in netta ripresa – al 33%”.


Il dato si inserisce in un quadro di legami fiduciari fortemente compromessi in seno all’opinione pubblica, che raccontano dell’interazione faticosa fra cittadino, dimensione collettiva ed istituto della rappresentanza. Non a caso, al netto del Presidente della Repubblica, ad ottenere credito maggioritario non sono le istituzioni di “natura politica”. E fra le dimensioni di rappresentanza, i primi per fiducia riposta dai cittadini sono gli amministratori avvertiti più vicini: i Sindaci.La graduatoria toscana della fiducia conferma tendenze ormai consolidate nel Paese. Papa Francesco è il primo riferimento anche per i toscani con l’81% di indicazioni, superando qualsiasi organismo nazionale. Seguono – con un credito maggioritario – le Forze dell’ordine (76%), le Organizzazioni di volontariato (65%), il Presidente della Repubblica (63%), la Scuola e l’Università (52%).


“La Toscana si conferma regione che guarda all’Europa come opportunità - analizza Luca Menesini, presidente della Provincia di Lucca e sindaco di Capannori -. Un dato importante, perché dimostra come i Comuni toscani e le altre Istituzioni locali abbiano ben trasmesso l’utilità dei programmi europei nello sviluppo locale e ci dice di continuare a coinvolgere il tessuto territoriale nelle progettazioni amministrative, in modo da avere il sostegno dei cittadini nella battaglia per cambiare l’Europa. Da sindaco, sono inoltre orgoglioso del fatto che noi si rappresenti l’Istituzione in cui i cittadini hanno maggiore fiducia. Ne sono orgoglioso e ne sento tutta la responsabilità: credo che questo dato debba far riflettere gli organi superiori, come Regioni, Parlamento e Governo. Cambiare l’Italia, cambiare l’Europa può essere fatto soltanto con un dialogo e con il contributo dei sindaci e quindi dei territori e delle persone che i luoghi li vivono”.

Ad aprire la graduatoria delle istituzioni politiche, secondo i dati della ricerca Demopolis, sono i Sindaci con il 45% dei consensi, unico puntello di fiducia nella dinamica della rappresentanza politica.

A seguire, con oltre 10 punti di distacco dalla fiducia riposta nell’Unione Europea (43%), si attestano il Governo (31%), il Parlamento (16%) ed i Partiti (10%).Largamente apprezzati sono in Toscana i pilastri del progetto comune europeo. Il Mercato Unico, la libera circolazione di persone, merci e servizi (72%), e poi la stabilità e la pace euro-atlantica (61%) sono riconosciuti come i grandi meriti dell’Europa Unita. Ma anche la mobilità per studio e lavoro è segnalata dalla maggioranza assoluta degli intervistati.Come l’intera indagine rileva, lo scetticismo sulla validità del progetto comune europeo si acuisce sulle tematiche economico-monetarie: appena il 35% dei toscani individua nella moneta unica un’acquisizione importante. Ciò nondimeno, tornare alla Lira è una prospettiva caldeggiata solo da una minoranza: il 26% dei toscani; il 30% degli italiani.Proprio le politiche economiche e monetarie, accanto al fisco, sono fra gli ambiti di operatività dell’Ue più invisi ai cittadini: meno di un quinto le valuta positivamente. Ancora più aspra risulta la valutazione dei toscani sulle politiche in tema di immigrazione, con valutazioni negative che raggiungono l’85%.L’Europa piace invece per lo scambio di saperi: 8 cittadini su 10 esprimono apprezzamento per Erasmus e i programmi di studio all’Estero. Riconosciuta è anche la capacità di tutelare i diritti dei consumatori (61%).Secondo la ricerca condotta dall’Istituto Demopolis per la Provincia di Lucca, i dubbi dei cittadini non riguardano mai il progetto europeo, ma il modo in cui è stato realizzato negli ultimi anni. Il 65% dei toscani si dichiara convinto che - nonostante tutto - quello dell’Unione resti un progetto fondamentale e da rilanciare prima possibile.  Incide sull’europeismo dei toscani la buona valutazione del ruolo svolto dall’UE nel sostegno allo sviluppo locale. La maggioranza relativa, il 45% degli intervistati, giudica positivamente il ruolo svolto dalla Commissione Europea nel sostegno allo sviluppo locale: si tratta di un dato superiore di 7 punti rispetto alla media nazionale rilevata da Demopolis. Le dimensioni problematiche del rapporto fra cittadini ed Europa sono desumibili dalle indicazioni dei cittadini, intervistati da Demopolis, sugli ambiti in cui l’UE dovrebbe impegnarsi con maggiore incisività. L’Unione Europea è un progetto da rilanciare, secondo i toscani, puntando sull’occupazione e gli investimenti per la crescita (80% di citazioni), risolvendo il problema della gestione dei flussi migratori (78%), riducendo le disuguaglianze sociali (67%), cresciute ampiamente negli anni della crisi.Malgrado le criticità esistano e sia percepita anche l’attuale laboriosità del cammino comune europeo, i toscani sentono che l’Europa è oggi una realtaL8; fondamentale e irreversibile. Se si votasse per un Referendum consultivo, analogo a quello sulla Brexit del giugno scorso nel Regno Unito, il divorzio dall'Unione Europea sarebbe un’opzione minoritaria.


“La risposta dei cittadini toscani – ha affermato il direttore di Demopolis Pietro Ventoè netta: l’80% voterebbe per il Remain, per restare nell’Unione; appena un quinto opterebbe invece per un’uscita del nostro Paese dall’UE. Il segmento di quanti guardano con favore ad un futuro fuori dall’Unione è decisamente minoritario, in Toscana ancor di più che nel resto del Paese. L’Europa piace oggi di meno, ma gli italiani riterrebbero oggi rischioso uscirne, nella convinzione che il nostro Paese, fuori dall’Unione, sarebbe troppo debole per poter competere da solo sugli scenari mondiali”



Nota informativa

L’indagine è stata condotta per la Provincia di Lucca dall’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento, dal 24 al 30 aprile 2017, su un campione stratificato di 1.000 intervistati, rappresentativo dell’universo della popolazione maggiorenne residente in Toscana. Supervisione della rilevazione demoscopica con metodologie integrate cati-cawi di Marco E. Tabacchi. Coordinamento della ricerca a cura di Pietro Vento, con la collaborazione di Giusy Montalbano e Maria Sabrina Titone.

Approfondimenti e metodologia su: www.demopolis.it  

Torna Indietro


Torna all'inizio dei contenuti


Inizio piè di pagina

Valid XHTML 1.0 StrictValid CSS!Level A conformance icon, W3C-WAI Web Content Accessibility Guidelines 1.0Logo attestante il superamento, ai sensi della Legge n. 4/2004, della verifica tecnica di accessibilità.

Provincia di Lucca
Palazzo Ducale - Piazza Napoleone - 55100 Lucca
Tel. 0583 4171 - Fax 0583 417326
C.F. 80001210469
Posta Elettronica Certificata (PEC)