Provincia di Lucca - Patti Territoriali e Sviluppo Economico

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La valutazione: Valutazione sull'impatto ambientale

Il quadro di sintesi

La lettura sintetica delle principali criticità ambientali emerse nella trattazione precedente, è stata realizzata riportando per ogni Sel alcuni indicatori ritenuti tra i più significativi tra quelli disponibili e confrontandoli con i corrispondenti valori medi regionali. Inoltre, sono stati selezionati alcuni indicatori (molti dei quali corrispondenti a quelli precedentemente trattati) ai quali è stato attribuito un livello di criticità, in base allo scostamento del valore assunto dall’indicatore a scala di Sel dal corrispondente valore medio regionale. La metodologia ed i risultati ottenuti sono coerenti con quanto riportato nel Piano Regionale di Azione Ambientale al quale si rimanda per ulteriori approfondimenti.

Sel 3.1 – Valle del Serchio, Quadrante Garfagnana

La marginalità economica dell’area e gli interventi di valorizzazione paesaggistica determinano, nel complesso, una situazione di trascurabili pressioni antropiche sul territorio.
La bassa densità abitativa ed anche industriale (3,6 unità locali per km2 contro il 12,7 regionale) fanno rilevare un consumo di risorse limitato e un livello di emissioni molto contenuto.
I consumi di energia per km2 di superficie sono marcatamente al di sotto della media regionale; in realtà l’intensità elettrica risulta superiore alla media corrispondente, ma questo dato è dovuto soprattutto alla limitata attivazione economica dell’area.

Principali indicatori di pressione ambientale (Fonte: IRPET)
  SEL 3.1 Toscana
Consumi elettrici su superficie (MWh/ km2) 254 604
Intensità elettrica lorda (MWh/Pil) 323 193
Emissioni CO2 eq. su superficie (tCO2eq/ km2) 451 1738
CO2 eq su PIL (t/Pil) 574 556
Produzione rifiuti speciali (t/ km2) 47 257
Produzione rifiuti speciali (t/Pil) 466 85
Rifiuti Solidi Urbani pro capite (kg/ab/anno) 469 665
% Raccolta Differenziata 21,3 25,5
Carico inquinante organico scarichi (Aeq/ km2) 235 533
Consumi idrici acquedotto pro capite (l/ab/giorno) 212 232
Densità fabbisogno idrico totale (m3/km2) 12997 46725
Autovetture su superficie (N. autovetture/km2) 38 119
N. siti da bonificare inseriti nel Piano regionale Bonifiche 402 10
N. aziende a rischio di incidente rilevante 0 70

 

Anche le emissioni inquinanti in aria risultano ridotte: le emissioni per unità di prodotto sono in linea con la media regionale, mentre quelle per unità di territorio sono molto inferiori alla media corrispondente. Inoltre, si registra solo un rischio lieve di superamento dei limiti di emissione di polveri fini, mentre in relazione a tutte le altre emissioni in aria il Sel è caratterizzato da assenza di rischio di superamento.
Superiore al valore medio risulta il rapporto tra rifiuti speciali prodotti e superficie; più consistente è inoltre il differenziale del rapporto calcolato rispetto al PIL.
Valori inferiori alle medie provinciali e regionali si rilevano, al contrario, in corrispondenza di tutti gli altri indicatori di pressione, dalla produzione di rifiuti urbani, al fabbisogno idrico, al carico idrico inquinante. Da segnalare un valore piuttosto basso di raccolta differenziata (20% contro 24% media regionale) che impedisce al Sel di raggiungere l’obiettivo del 25% previsto per il 2001 dal Decreto Ronchi.
Il Sel 3.1 che fa parte dell’ATO 2 (Provincia di Lucca) presenta una delle percentuali più basse, il 30%, di autosufficienza nella gestione dei rifiuti prodotti all’interno del proprio territorio.
Sebbene l’agricoltura costituisca per il Sel un settore tuttora importante, le pressioni ambientali da esso indotte risultano complessivamente basse: sia la superficie irrigata che quella trattata con concimi chimici di sintesi e con antiparassitari ed erbicidi sono ben al di sotto del corrispondente dato toscano.
Nel territorio mentre sono assenti le aziende classificate a rischio di incidente rilevante, sono numerosi i siti inquinanti che necessitano di bonifica. La maggior parte di questi, situati nel Comune di Sillano, sono classificati con necessità di ripristino ambientale.
Nel complesso, nell’area della Garfagnana, non risultano criticità particolari da segnalare. Come in altre zone marginali e montane della regione (ad esempio la Lunigiana) un elemento di criticità sociale da considerare si riferisce alla dinamica demografica negativa che, nel tempo, può contribuire a indebolire il presidio sul territorio.
Sul lato degli interventi orientati ad una migliore gestione ambientale, si segnala invece, un elevato livello di produzione di rifiuti speciali rispetto al PIL e una bassa percentuale di raccolta differenziata.

 

Livello di criticità relativo rispetto alla media regionale
(Fonte: IRPET)
  Criticità
Densità demografica (ab/km2) MOLTO BASSA
Consumo di suolo (% sup urbanizzata/km2) MOLTO BASSA
Veicoli circolanti su superficie (N. veicoli circ./km2) MOLTO BASSA
Presenze turistiche ufficiali su superficie (n. turisti/km2) MOLTO BASSA
N. siti da bonificare inseriti nel Piano regionale Bonifiche MEDIA
N. aziende a rischio di incidente rilevante ASSENTE
Rifiuti Solidi Urbani su sup.totale (t/ km2) MOLTO BASSA
Rifiuti Solidi Urbani pro capite (kg/ab/anno) BASSA
Produzione rifiuti speciali (t/ km2) MOLTO BASSA
Produzione rifiuti speciali (t/Pil) MOLTO ALTA
Carico inquinante organico scarichi (Aeq/ km2) MOLTO BASSA
Fabbisogno idrico (m3/anno) MOLTO BASSA
Consumi energia elettrica per usi civili pro capite (MWh/ab) BASSA
Consumi elettrici su superficie (MWh/km2) MOLTO BASSA
Emissioni CO2 eq. su superficie (tCO2eq/km2) MOLTO BASSA

 

Sel 3.2 – Valle del Serchio, Quadrante Media Valle

L’area non è interessata da particolari pressioni sul piano del consumo del suolo: sia la densità demografica (79 abitanti/km2 contro 154 a scala regionale) che quella industriale (5,9 unità locali per km2 contro il 12,7 regionale) risultano molto basse. I flussi di mobilità locali non sono peraltro interessati da importanti assi d’attraversamento di lunga percorrenza.
Le principali pressioni sono riconducibili all’attività industriale che, come si è detto, risulta piuttosto consistente.
I consumi di energia per km2 di superficie e l’intensità elettrica sono marcatamente al di sopra delle corrispondenti medie regionali. Più contenuti, in termini relativi, i dati riferibili alle emissioni di CO2 equivalente che risultano lievemente superiori alla media regionale, se considerati in rapporto al PIL e inferiori a tale media se rapportati alla superficie.
Si rilevano altresì livelli di inquinanti atmosferici superiori ai livelli medi, in particolare per quanto si riferisce all’ossido di zolfo, all’ossido di carbonio e alle polveri fini. Queste emissioni sono originate dai flussi di trasporto e dall’attività industriale. Si registra infatti un rischio elevato di superamento dei limiti relativi alle polveri fini (PM10) nei comuni di Barga e di Bagni di Lucca; comune quest’ultimo a maggiore attrattività di flusso di pendolarismo.

 

Principali indicatori di pressione ambientale (Fonte: IRPET)
  SEL 3.2 Toscana
Consumi elettrici su superficie (MWh/ km2) 1151 604
Intensità elettrica lorda (MWh/Pil) 689 193
Emissioni CO2 eq. su superficie (tCO2eq/ km2) 1047 1738
CO2 eq su PIL (t/Pil) 627 556
Produzione rifiuti speciali (t/ km2) 458 257
Produzione rifiuti speciali (t/Pil) 41 85
Rifiuti Solidi Urbani pro capite (kg/ab/anno) 519 665
% Raccolta Differenziata 25,3 25,5
Carico inquinante organico scarichi (Aeq/ km2) 603 533
Consumi idrici acquedotto pro capite (l/ab/giorno) 185 232
Densità fabbisogno idrico totale (m3/km2) 23496 46725
Autovetture su superficie (N. autovetture/km2) 38 119
N. siti da bonificare inseriti nel Piano regionale Bonifiche 402 16
N. aziende a rischio di incidente rilevante 0 70

 

Se da un lato, gli indicatori di pressione relativi alla produzione di rifiuti urbani e speciali, di consumo e fabbisogno idrico non destano preoccupazioni, il carico idrico inquinante risulta superiore alla media regionale ma inferiore a quella provinciale. Questo valore è connesso alla specializzazione produttiva nel settore cartario. Il dato relativo alla RD in linea con la media regionale, non raggiunge comunque l’obiettivo del 25% previsto per il 2001 del Decreto Ronchi.
Il Sel 3.2 che fa parte dell’ATO 2 (Provincia di Lucca) dispone di una capacità di gestione dei rifiuti tra le più basse degli ATO della Regione.
Sebbene l’agricoltura costituisca per il Sel un settore tutt’ora importante, le pressioni ambientali da esso indotte sono complessivamente basse: sia la superficie irrigata che quella trattata con concimi chimici di sintesi e con antiparassitari ed erbicidi sono ben al di sotto del corrispondente dato toscano.
Nel territorio mentre sono assenti i siti classificati a rischio di incidente rilevante, sono numerosi i siti inseriti nel Piano Regionale delle Bonifiche. La maggior parte di questi è classificato sia a medio termine che con necessità di ripristino ambientale e sono situati nel Comune di Barga.
Le principali criticità dell’area sono collegate all’attività industriale e si traducono in livelli relativamente elevati di emissioni di alcune sostanze inquinanti e di inquinamento idrico. La tabella seguente sintetizza i livelli di pressione ambientale generati dalle attività antropiche che caratterizzano l’area.

 

Livello di criticità relativo rispetto alla media regionale
(Fonte: IRPET)
  Criticità
Densità demografica (ab/km2) BASSA
Consumo di suolo (% sup urbanizzata/km2) BASSA
Veicoli circolanti su superficie (N. veicoli circ./km2) BASSA
Presenze turistiche ufficiali su superficie (n. turisti/km2) MOLTO BASSA
N. siti da bonificare inseriti nel Piano regionale Bonifiche ALTA
N. aziende a rischio di incidente rilevante ASSENTE
Rifiuti Solidi Urbani su sup.totale (t/ km2) MOLTO BASSA
Rifiuti Solidi Urbani pro capite (kg/ab/anno) BASSA
Produzione rifiuti speciali (t/ km2) ALTA
Produzione rifiuti speciali (t/Pil) MOLTO ALTA
Carico inquinante organico scarichi (Aeq/ km2) MEDIA
Fabbisogno idrico (m3/anno) MOLTO BASSA
Consumi energia elettrica per usi civili pro capite (MWh/ab) BASSA
Consumi elettrici su superficie (MWh/km2) ALTA
Emissioni CO2 eq. su superficie (tCO2eq/km2) BASSA

 

Sel 4 - Versilia

La concentrazione insediativa civile si affianca ad una densità di unità locali di oltre tre volte superiore alla media regionale (42 contro 12 unità locali per km2). L’area è inoltre attraversata dalle principali vie di comunicazione viaria e ferroviaria della dorsale costiera regionale. I flussi di mobilità locali sono quindi consistenti, particolarmente nei mesi estivi.
Le pressioni sull’ambiente sono dunque dovute in parte ad attività industriale e in parte alla presenza massiva di turismo stagionale. I consumi di energia per km2 di superficie sono più che doppi rispetto alla media regionale e anche superiori alla media provinciale. Il rapporto tra consumi elettrici e PIL è al contrario più basso rispetto alla media regionale e questo è dovuto alla forte capacità di attivazione economica dell’area, che determina un livello del PIL elevato.
Un’analoga considerazione può essere fatta in relazione alle emissioni di CO2 equivalente. Il dato di pressione sul territorio (emissioni per unità di superficie) è ben più elevato della media; al contrario l’emissione commisurata alla capacità di attivazione economica dell’area è bassa. Rispetto agli altri inquinanti atmosferici non si rilevano in generale situazioni di particolare criticità, ad eccezione di Viareggio dove si segnala un rischio elevato di superamento dei limiti di emissione per le polveri fini e l’ozono. Gli altri indicatori di pressione registrano livelli superiori alle medie regionali. Da un lato. la produzione di rifiuti solidi urbani, i consumi ed il fabbisogno idrico sono elevati; e questo è associato prevalentemente alle presenze turistiche. D’altro lato, la produzione di rifiuti speciali nei comuni dove si lavora il marmo e il carico idrico inquinante nei comuni maggiormente turistici risultano particolarmente elevati.

 

Principali indicatori di pressione ambientale (Fonte: IRPET)
  SEL 4 Toscana
Consumi elettrici su superficie (MWh/ km2) 1402 604
Intensità elettrica lorda (MWh/Pil) 162 193
Emissioni CO2 eq. su superficie (tCO2eq/ km2) 2508 1738
CO2 eq su PIL (t/Pil) 290 556
Produzione rifiuti speciali (t/ km2) 1356 257
Produzione rifiuti speciali (t/Pil) 157 85
Rifiuti Solidi Urbani pro capite (kg/ab/anno) 915 665
% Raccolta Differenziata 28,4 25,5
Carico inquinante organico scarichi (Aeq/ km2) 888 533
Consumi idrici acquedotto pro capite (l/ab/giorno) 332 232
Densità fabbisogno idrico totale (m3/km2) 97305 46725
Autovetture su superficie (N. autovetture/km2) 265 119
N. siti da bonificare inseriti nel Piano regionale Bonifiche 402 10
N. aziende a rischio di incidente rilevante 0 70

 

Un dato positivo si riferisce alla raccolta differenziata che risulta superiore di 3 punti percentuali alla media regionale.
Tuttavia, il Sel 4 che fa parte dell’ATO 2 (Provincia di Lucca) non è ancora in grado di gestire in modo autonomo l’intero ciclo dei rifiuti all’interno del proprio territorio
Considerando le pressioni ambientali dell’attività agricola, si rileva l’elevata incidenza, rispetto ai corrispondenti valori medi regionali, sia della superficie irrigata che di quella trattata con concimi chimici e con erbicidi e antiparassitari. Questa situazione negativa si somma alla scarsissima presenza di superficie coltivata secondo le tecniche di agricoltura biologica.
Nel territorio mentre sono assenti i siti classificati a rischio di incidente rilevante, sono numerosi i siti inseriti nel Piano Regionale delle Bonifiche, la maggior parte dei quali è a breve termine.
L’area è interessata dunque da un livello elevato di criticità dovuto alle peculiarità turistico-industriali che combinano insieme pressioni differenti connesse da un lato all’alta antropizzazione e mobilità e dall’altro ad un turismo in pieno sviluppo.

 

Livello di criticità relativo rispetto alla media regionale
(Fonte: IRPET)
  Criticità
Densità demografica (ab/km2) MOLTO ALTA
Consumo di suolo (% sup urbanizzata/km2) MOLTO ALTA
Veicoli circolanti su superficie (N. veicoli circ./km2) MOLTO ALTA
Presenze turistiche ufficiali su superficie (n. turisti/km2) MOLTO ALTA
N. siti da bonificare inseriti nel Piano regionale Bonifiche MEDIA
N. aziende a rischio di incidente rilevante ASSENTE
Rifiuti Solidi Urbani su sup.totale (t/ km2) MOLTO ALTA
Rifiuti Solidi Urbani pro capite (kg/ab/anno) MEDIA
Produzione rifiuti speciali (t/ km2) MOLTO ALTA
Produzione rifiuti speciali (t/Pil) ALTA
Carico inquinante organico scarichi (Aeq/ km2) ALTA
Fabbisogno idrico (m3/anno) MEDIA
Consumi energia elettrica per usi civili pro capite (MWh/ab) MEDIA
Consumi elettrici su superficie (MWh/km2) MOLTO ALTA
Emissioni CO2 eq. su superficie (tCO2eq/km2) MEDIA

 

 

Obiettivi generali e specifici del PISL in relazione al contesto ambientale

Il tema trasversale dell’intero PISL è l’integrazione fra il “sistema delle identità locali” e quello economico/turistico: un’integrazione in grado di determinare dunque, lo sviluppo complessivo dell’area, sia in termini produttivi/economici che turistici e socio-ambientali.
Lo scopo è quello di accrescere lo sviluppo socio-economico dell’area nel suo complesso attraverso la valorizzazione delle risorse storico-naturalistiche in esso presenti ed il rafforzamento del sistema produttivo locale.
L’idea forza del PISL è, di conseguenza, quella di incrementare la competitività territoriale del sistema locale, attraverso un mix coerente ed equilibrato di sostenibilità ambientale, economica, sociale e culturale della propria offerta. Dal punto di vista ambientale, ciò significa sviluppare la valorizzazione dell’ambiente in quanto elemento distintivo del territorio, garantendo la tutela ed il rinnovamento delle risorse naturali e del patrimonio.
L’incremento della competitività locale passa dunque attraverso la ricostruzione di un legame virtuoso tra condizioni ambientali e sviluppo economico, a partire dai seguenti punti di forza dell’area:

L’idea forza del PISL inoltre, mira ad “aggredire” alcuni punti di debolezza dell’area (derivanti dall’analisi della situazione ambientale dell’area effettuata in dettaglio nel precedente capitolo), che riguardano:

L’idea forza del PISL infatti, assume in sé tipologie di intervento che partono proprio dal presupposto di risolvere uno o più di queste criticità per poi introdurre nuovi elementi in grado di aumentare la competitività del territorio. In altri termini, le azioni di intervento del PISL sono costituite da singole operazioni che spesso si caratterizzano per una certa connotazione puntuale (mirano a risolvere problemi specifici e puntuali presenti sul territorio); queste operazioni facenti parte del PISL sono tuttavia definite in una logica sistemica integrata in grado di produrre benefici generalizzati in termini di maggiore valorizzazione ed attrattività del territorio stesso.
Nello specifico, il PISL che sarà valutato nel seguito, sarà scomposto in tre settori di azione specifica, secondo le tipologie principali di intervento, come riportato nella tabella seguente. La valutazione ambientale sarà dunque condotta in modo sintetico, raggruppando i progetti di intervento specifico del PISL sulla base di questi tre settori di azione.

Settore azione Tipologie principali d'intervento
1 Turismo, Commercio e Cultura
2 Sociale
3 Ambiente, Difesa del suolo, Industria

 

3. Descrizione degli interventi del PISL in relazione agli effetti ambientali previsti

L’illustrazione degli effetti significativi previsti sull’ambiente dall’attuazione del PISL, può essere condotta secondo i seguenti criteri di sostenibilità:

Con riferimento al principio di integrazione, saranno valutati gli effetti ambientali previsti sulle principali componenti ambientali, a partire dagli effetti significativi prodotti dai singoli settori di intervento previsti nell’ambito del PISL. In particolare, gli effetti significativi considerati rispetto agli aspetti ambientali sono:

Per una corretta valutazione, è stata effettuata un’operazione di sintesi e parametrizzazione delle informazioni disponibili. Questo procedimento valutativo si realizza attraverso l’attribuzione di un punteggio agli aspetti ambientali scelti quali descrittori semi-quantitativi dei potenziali effetti ambientali riscontrabili con la realizzazione dell’intervento. Questa metodologia è finalizzata essenzialmente alla semplificazione, quantificazione e comunicazione dei risultati del percorso di analisi ambientale. La semplice metodologia utilizzata, così come la selezione degli argomenti da sottoporre ad analisi, tengono conto della necessità di applicare criteri e tecniche di valutazione, che assicurino un sufficiente grado di omogeneità ed integrazione tra diversi schemi e la minimizzazione della soggettività residua. Queste considerazioni rendono possibile l’adozione di un sistema standard di valutazione, che attraverso criteri specifici per ognuno dei parametri da valutare, consentono di elaborare tabelle di sintesi esplicative dei risultati dell’analisi ambientale.
Nello specifico, relativamente ad ogni intervento progettuale specifico previsto nel PISL e per ogni effetto ambientale considerato, è stato attribuito 1 punto qualora tale effetto è stato valutato positivamente oppure 0 punti quando tale effetto è risultato negativo oppure ininfluente. La somma dei punteggi degli effetti prodotti da ogni intervento progettuale specifico per settore di intervento, permette così di ottenere il punteggio complessivo dell’effetto ambientale del PISL.
Nella tabella seguente si riporta l’elaborazione di tale sistema di punteggi.
Rapportando poi il punteggio ottenuto relativamente ad ogni effetto ambientale con il punteggio complessivamente raggiungibile, si ottiene in forma percentuale il livello di raggiungimento degli effetti ambientali positivi del PISL, che può essere schematizzato come nel grafico seguente. Il grafico, permette così una lettura sintetica piuttosto efficace delle ricadute positive del PISL in termini di effetti ambientali positivi previsti.
Il PISL in questione, presenta effetti ambientali positivi soprattutto per quanto riguarda la riduzione del degrado urbano, l’uso sostenibile delle risorse, la riduzione del degrado del suolo e del rischio idraulico ed idrogeologico.

 

N.settore Rid. Inq. aria Rid. Inq. acqua Rid. Degrado suolo Uso sost. risorse Tutela e val. aree protette e biodiversità Rid. Degrado ambiente urbano Miglior. Gestione rifiuti Rid. Rischio idr. e idrogeol. Rid rischio tecn. e da agenti fisici, miglior. Salute e sic. Luoghi di lavoro
1 1 2 20 27 6 46 3 11 3
2 0 0 2 1 0 4 0 2 0
3 1 2 9 8 1 10 4 9 3
Totale 2 4 31 36 7 60 7 22 6
% su massimo punteggio ottenibile (88) 2,7% 5,5% 42,5% 49,3% 9,6% 82,2% 9,6% 30,1% 8,2%

 

Livello di raggiungimento di "effetti ambientali positivi" del PISL

 

La valutazione degli effetti ambientali dell’intervento non può considerarsi esaustiva se non si tiene conto anche delle priorità ambientali locali. Per verificare gli effetti ambientali previsti dal progetto che rientrano specificatamente nelle priorità ambientali di livello locale, è stato fatto riferimento agli “Obiettivi di miglioramento ambientale” previsti per Sel ai sensi della Valutazione ex-ante ambientale approvata con deliberazione GR 160 del 18/02/2002 ed alle “Criticità ambientali” previste per aree di criticità ambientale ai sensi della Delibera GR 101 del 10/02/2003, della Decisione 15 del 3/02/2003 e del Piano Regionale di Azione Ambientale. E’ evidente infatti, che gli interventi che in qualche modo affrontino o contribuiscano a risolvere le criticità ambientali individuate, hanno un maggiore livello di integrazione con le politiche trasversali del DOCUP.
In particolare, gli Obiettivi di miglioramento ambientale previsti, sono:

SEL 3.1 – Valle del Serchio, quadrante Garfagnana

SEL 3.2 – Valle del Serchio, quadrante media valle

SEL 4 - Versilia

Le zone critiche e le relative criticità ambientali sono invece costituite da:

Alpi Apuane (SEL 3.1 e 4)

Lago di Massaciuccoli (SEL4)

L’analisi degli specifici interventi progettuali nell’ambito del PISL ha messo in evidenza come tali attività siano volte essenzialmente all’uso sostenibile ed alla riduzione del degrado del suolo.

Gli interventi previsti non risultano avere effetti ambientali che aggrediscono positivamente le criticità ambientali individuate nelle zone critiche.

Il terzo livello di valutazione della sosteniblità dell’intervento, riguarda infine le performance ambientali in termini di:

Gli interventi previsti nell’ambito del PISL che introducono questi elementi di sostenibilità ambientale non risultano particolarmente significativi nell’ambito delle varie tipologie di intervento messe in campo.

 

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