Provincia di Lucca - Patti Territoriali e Sviluppo Economico

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Documenti: Scheda generale del Progetto Integrato

Nome identificativo del Pisl:

TRIDENTE - TRadizione e IDENTità per lo sviluppo Economico nella provincia di Lucca
mantenimento di tratti fondamentali della sua identità apportando contributi significativi alla varietà ed alla vitalità economica provinciale.

Obiettivi generali:

  1. Lo scopo è quello di instaurare, esplicitare o consolidare un sistema equilibrato e sinergico di relazioni che si alimenti di legami virtuosi tra condizioni ambientali, sviluppo economico e benessere

Obiettivi specifici:

  1. Valorizzazione del TERRITORIO: proteggere e preservare il territorio, mitigare gli effetti su di esso causati dallo sviluppo economico (eco-compatibilità)
  2. creazione di valore aumentando attrattività e fruibilità delle RISORSE locali: valorizzare il capitale economico locale (patrimonio storico, turistico, culturale, prodotti tipici e abilità produttive)
  3. valorizzazione del capitale umano e delle identità degli INDIVIDUI: creare condizioni di vivibilità e di benessere sociale a favore dei residenti in particolare delle fasce sociali deboli
Progetto Integrato di Sviluppo Locale (PISL)
Territorio Territorio prevalentemente montano. Circa il 70% del territorio provinciale.
SEL 3.1 “Garfagnana”
SEL 3.2 “Media Valle”
Alcune aree del SEL Versilia e della Piana di Lucca.
Popolazione interessata 90.000 abitanti (24% del totale provinciale)
Elenco aree DocUp

Comuni ob. 2
Ammessi per intero
Castelnuovo Garfagnana, Coreglia Antelminelli, Fosciandora, Gallicano, Molazzana e Pieve Fosciana.
Ammessi parzialmente
Bagni di Lucca, Barga, Pietrasanta e Seravezza.

Comuni phasing out
Ammessi per intero
Borgo a Mozzano, Camporgiano, Careggine, Castiglione Garfagnana, Fabbriche di Vallico, Giuncugnano, Minucciano, Pescaglia, Piazza al Serchio, S.Romano, Sillano, Stazzema, Vagli Sotto, Vergemoli, Villa Basilica, Villa Collemandina.
Ammessi parzialmente
Bagni di Lucca, Barga, Seravezza
Numero interventi per singolo SEL SEL 3.1, Valle Del Serchio – quadrante Garfagnana: 44 operazioni
SEL 3.2, Valle Del Serchio – quadrante Media Valle: 24 operazioni
SEL 4, Versilia: 12 operazioni
SEL 5, Area Lucchese: 1 operazione
Leadership Provincia di Lucca
Soggetti beneficiari Comuni (18); Comunità Montane (3); Ente Parco Alpi Apuane; Soggetti privati (8)
Spesa totale € 42.141.613
Operazioni Tot. 81, di cui 73 infrastrutturali e 8 in regime di aiuto
Soggetto Responsabile Provincia di Lucca

 

Analisi dei principali punti di forza e di debolezza (Analisi SWOT)

Contesto territoriale
Punti di forza Punti di debolezza
Significativo patrimonio paesaggistico Fragilità del suolo, con oltre un terzo del territorio sottoposto a rischio idrogeologico
Significativo patrimonio culturale e storico Bassa disponibilità di infrastrutture, in particolare quelle relative alla mobilità delle cose e delle persone, ma anche quelle evolute per le comunicazioni, quelle che consentono le connessioni con il mercato, quelle utili per lo sviluppo della conoscenza e della cultura
  Morfologia e caratteristiche del territorio che per un verso hanno portato in passato ad una relativa arretratezza delle infrastrutture di trasporto con conseguente “marginalizzazione” delle popolazioni locali; per l’altro rendono oggi particolarmente complesse e costose la manutenzione delle strade e dei boschi e la nuova infrastrutturazione
  Ritardi nella messa in sicurezza di molte strade a intenso traffico locale

 

Contesto socio-economico
Punti di forza Punti di debolezza
Eccellenze riconosciute in alcuni settori agroalimentari e in alcuni comparti industriali Diminuzione e invecchiamento della popolazione residente
Elevato appeal di alcune produzioni locali sui mercati nazionali ed esteri Sintomi di marginalizzazione sociale per la parte di popolazione non attiva
Disponibilità di aree recentemente infrastrutturate per la rilocalizzazione e l’attrazione di imprese dall’esterno Livello di occupazione femminile relativamente basso
Polverizzazione della produzione
Vicinanza di sedi Universitarie e presenza di centri servizi qualificati Dimensione media aziendale molto piccola, con frequente sovrapposizione di ruoli tra proprietà e gestione
Diffusa percezione locale delle risorse endogene come bene economico Invecchiamento della classe imprenditoriale e scarsa capacità di “riproduzione” delle competenze
Buona propensione delle Amministrazioni Locali e di altri attori socio-economici alla concertazione e alla programmazione degli investimenti e delle iniziative per lo sviluppo Scarsa sistematicità nell’adeguamento tecnologico e limitata diffusione della “cultura dell’innovazione”
Esistenza sul territorio di esperienze e casi di successo di integrazioni tra amministrazioni locali nell’esercizio di funzioni associate Tessuto sociale fondamentalmente sano e ricco
Abbandono produttivo ed insediativo di aree e fabbricati agricoli/rurali specialmente nelle zone più sensibili dal punto di vista ambientale Limitata propensione da parte degli imprenditori ad assecondare la crescita con capitali di rischio, con conseguente debolezza finanziaria di buona parte delle piccole imprese locali
Forte senso di appartenenza ed elevata sensibilità del valore dell’identità locale Polverizzazione della proprietà fondiaria
Sistema che sulla sua varietà, sul radicato senso di identità e sulla qualità della vita dei suoi abitanti fonda la sua attrattività e la qualità della propria accoglienza Valorizzazione non ottimale degli elementi della distintività locale

 

Contesto Ambientale
Punti di forza Punti di debolezza
Consistente area sottoposta a tutela e protezione (ricompresa all’interno del perimetro del Parco Regionale delle Alpi Apuane, e in quanto tale sottoposta a particolari discipline autorizzatorie) Degrado e mancata valorizzazione di alcune aree-sistema ambientali e alcuni contesti storici urbani;
Bassi livelli di pressione ambientale dovuti a consumi energetici, carichi emissivi, rifiuti urbani, rumore (sostanzialmente più bassi di quelli medi regionali, si veda allegata Relazione Tecnica Ambientale del PISL) Crescente degrado del suolo e del ricco patrimonio forestale in buona parte delle aree interessate al Pisl, con conseguenti problemi di frane ed eventi alluvionali dovuti al dissesto idrogeologico, di erosione ed incendi
Numerose e variegate presenze di attori locali, istituzionali e non, nel processo di Agenda 21 avviato da diversi anni in Provincia Scarsa diffusione dell’uso di fonti energetiche rinnovabili
  Produzione di rifiuti speciali, sia pericolosi che non pericolosi, mediamente elevata (superiore alla media regionale)
  Ritardi nell’attivazione del sistema di gestione del ciclo dei rifiuti all’interno del territorio (attualmente non più del 30% dei rifiuti complessivi prodotti nell’area sono gestiti all’interno del territorio provinciale)
  Presenza, sparsa su tutto il territorio interessato al PISL, di siti da bonificare
  Casi di rischio idraulico per aree industriali realizzate in prossimità di corsi d’acqua, di difficile salvaguardia per le specifiche caratteristiche geomorfologiche

 

 

 

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