LA VIA FRANCIGENA
itinerario
storico
Camaiore - Pietrasanta - Porta Beltrame

Pieve dei SS.
Giovanni e Felicita di Valdicastello
(Abside: Mensola di coronamento degli architetti
ciechi - figura di pellegrino) |
Premessa Nel Medioevo la via
Francigena o Romea, rappresentava il principale
percorso di pellegrinaggio religioso verso le
città sante della cristianità Roma e
Gerusalemme. I pellegrini potevano sostare a Roma
sulle tombe dei santi Pietro e Paolo oppure
proseguire lungo il tracciato dell'antica Appia
trainea fino ai porti pugliesi, dove era
possibile imbarcarsi e raggiungere Gerusalemme. A
nord, superate le Alpi, la Francigena si
raccordava alla via Tolosana che conduceva a
Santiago di Compostella, dove la reliquia di S.
Giacomo Apostolo costituiva un forte richiamo per
i pellegrini di tutta Europa.
Vicino ai semplici pellegrini penitenti
transitarono su questa importante arteria
medievale, re, papi e principi.
|
Anche
i Crociati dell'XI secolo seguirono questa
direttrice per la riconquista del Santo Sepolcro
di Cristo. La strada Francigena, fu inoltre il
canale privilegiato per scambi sia culturali che
commerciali.
I mercanti la percorsero per raggiungere le sedi
delle principali fiere come quelle della
Champagne e delle Fiandre ove erano molto
ricercate anche le preziose sete lucchesi. Lungo
il tracciato della Francigena si formarono
borghi, castelli, monasteri e soprattutto
ospedali o ospizi destinati all'assistenza del
viandante.
La Toscana è senz'altro una delle regioni
italiane più favorite dall'attraversamento di
questa importante arteria viaria tanto da
conservarne ancora oggi evidenti tracce nelle
numerose testimonianze architettoniche in stile
romanico e nell'intergità paesaggistica di gran
parte del territorio interessato. |
Il percorso qui proposto, (circa 20
Km) descrive il tracciato francigeno che da Porta
Beltrame, al confine con la provincia di Massa
Carrara, conduce fino a Camaiore, passando
attraverso Pietrasanta. Dal punto di vista
geografico questo tratto è interessante perché
movendo dal Lago di Porta Beltrame, zona di
grande interesse naturalistico e storico,
ricomprende Pietrasanta, città d'arte per
eccellenza.
Da qui, dopo la sosta alla Pieve romanica dei SS.
Giovanni e Felicita, è possibile raggiungere
Camaiore o sul tracciato storico, purtroppo
coincidente in parte con la Sarzanese, o
attraverso un altro itinerario alternativo al
precedente e consigliato perché più sicuro e
suggestivo. Del resto non è questa operazione
lontana dal vero essendo già di per se la
viabilità medievale strutturata come un fascio
di strade, asse viario risolvibile in una
pluralità di percorsi vicini. |

Pieve dei SS. Giovanni e Felicita di
Valdicastello (sec. XII) |
| E'
stato infine segnalato un itinerario di crinale,
una via medievale di interesse religioso ma anche
commerciale: il raccordo in area di grande pregio
ambentale-naturalistico fra la Pieve dei SS.
Giovanni e Felicita e l'Ospizio della Chiesaccia,
nel territorio di Stazzema, ma, geograficamente,
nel versante garfagnino. Il risultato globale
finale, è la possibilità di un percorso
turistico-culturale di notevole interesse. |
| Il
Percorso |
| Il pellegrino che percorreva la via
Francigena giungeva in Toscana attraverso il
valico di Monte Bardone, toccava Pontremoli,
Villafranca, Aulla, Santo Stefano Magra, Sarzana,
Luni, Avenza e infine S. Leonardo al Frigido.
Dopo aver passato il fiume, la strada muoveva in
direzione dell'attuale Comune di Montignoso,
sfiorava il lago di Porta Beltrame, incontrava
l'omonima struttura di controllo territoriale,
oggi scomparsa, già menzionata in un atto del
1055 d.C. e composta da una fortificazione dove
si riscuoteva il pedaggio, dalla chiesa di Santa
Maria di Porta e da un piccolo ospedale. |

Salto della Cervia:
Torre Medicea |
Nelle vicinanze è il Castello
Aghinolfi, già documetato nel 753 d.C..Il grande
mastio ottagonale diroccato si staglia in alto
sulla collina a controllare il territorio
sottostante. Dopo aver oltrepassato la rupe
denominata del Salto della Cervia dove, a partire
dall'inizio del XVI secolo fu spostata la chiesa
di Santa Maria e dove è oggi possibile osservare
ciò che resta della Torre Medicea in stato di
cattiva manutenzione e di penoso degrado, si
entra nella Versilia storica e quindi
nell'attuale territorio della Provincia di Lucca.
Da via Pruniccia, in località Santa Maria al
Rio, si raggiunge la via ancor oggi detta Romana
che si snoda con andamento curvilineo fra uliveti
secolari fino a congiungersi con la Provinciale.
Ripa è il punto di incontro fra la via Romana e
la Provinciale ed è di |
particolare interesse perché vi si
trovava l'ospedale di San Sisto, menzionato in un
documento del 1180. Di esso non resta però
putroppo alcuna traccia. Ripa fu totalmente
distrutta durante la seconda guerra mondiale.
Da Ripa attravarso un percorso prossimo
all'attuale via San Cristoforo, nel Medioevo si
raggiungeva il fiume Versilia, un tempo
superabile a guado ed oggi attraversabile tramite
il Ponte di Pescarella. Sull'altra sponda si
trova l'abitato di Vallecchia, antico borgo
dominato un tempo dall'alto dalla scomparsa
omonima rocca e dal dirimpettaio Castello di
Corvaia. Si segnala l'importante Pieve di Santo
Stefano costruita fra l'XI e il XII secolo e
all'epoca facente parte della Diocesi di Luni ed
oggi di Pisa.
Da Vallecchia, la Francigena conduceva verso il
borgo di Sala sulle prime propaggini dell'attuale
abitato di Pietrasanta attraverso un cammino che
si affiancava, in posizione più elevata,
all'antico corso del fiume Versilia.
Oggi Pietrasanta si può raggiungere con la
Provinciale di Vallecchia fino alla località
Ponte Aranci e da qui, attraverso via dei
Salesiani si può arrivare fino alla
cinquecentesca chiesa di San Francesco detta
anche "ai Frati". Da qui è necessario
portarsi sulla strada che risale il monte di
Capriglia. In questo luogo, attualmente occupato
dall'Ospedale Civico, si trovava il Monastero
femminile di San Salvatore, fondato dal Santo di
origine longobarda, Walfredo da Pisa, verso la
metà dell'VIII secolo d.C..
E' molto probabile che l'ospedale del monastero
di San Salvatore di Sala corrisponda alla
mansione itineraria di "Munt Cheverol"
ricordata sia nell'itinerario di Nikulas de
Munkathvera (1151 - 1154) sia in quello
dell'Imperatore Filippo Augusto di ritorno dalla
terza Crociata nel 1191.
Dall'Ospedale Civico si può entrare in
Pietrasanta e attraverso una delle due strade
longitudinali portarsi in piazza del Duomo, il
centro cittadino dove, con lo sfondo dei resti
della Rocca di Sala e delle mura merlate sulla
collina, è possibile ammirare i principali
monumenti cittadini: il Duomo, o Collegiata di
San Martino (prima metà del secolo XIV) che fra
le altre pregevoli opere, conserva all'interno la
tavola della "Madonna del Sole",
realizzata nei primi decenni del XIV secolo e
oggetto di una particolare venerazione da parte
della popolazione locale; la Chiesa di S.
Agostino (sec. XIV), ad unica navata, interamente
costruita in marmo, attualmente adibita a sede di
mostre, comunica con il chiostro dell'adiacente
Convento agostiniano della Santissima Annunziata,
oggi sede della biblioteca comunale, del museo
dei bozzetti e di esposizioni e convegni.
Fra gli altri edifici sacri della città merita
una menzione il Battistero o Oratorio di San
Giacinto, con il fonte battesimale eseguito dagli
scultori carraresi Fabrizio di Agostino Pelliccia
e Orazio di Francesco Bergamini. In Via di Mezzo,
nell'antica Chiesa di Sant'Antonio Abate (detta
della Misericordia) due affreschi realizzati
dall'artista contemporaneo Fernando Botero
affiancano le statue lignee di Antonio Pardini e
Jacopo della Quercia e un dipinto cinquecentesco
di Lorenzo Cellini. Dopo aver oltrepassato Sala,
che probabilmente grazie ad essa si allargò, e
dopo aver superato, dalla metà del XIII secolo,
Pietrasanta, la Francigena proseguiva attraverso
l'attuale via Sarzanese con un percorso che
conduceva presso la Pieve dei SS. Giovanni e
Felicita di Valdicastello. La pieve è oggi
raggiungibile con una piccola deviazione
risalendo brevemente la strada che conduce a
Valdicastello, paese natale del poeta Giosué
Carducci.
La raffigurazione del pellegrino che è stata
scelta come simbolo di questo segmento, proviene
dalla decorazione della parte absidale della
pieve (la teza a sinistra). Dalla Pieve dei SS.
Giovanni e Felicita si diramava il percorso di
crinale che collegava la Versilia con la
Garfagnana. |
E' possibile oggi percorrere questo
straordinario itinerario, di alta valenza
paesaggistica, risalendo la mulattiera posta di
fronte alla facciata della pieve che, attraverso
altri sentieri conduce fino a Stazzema e da qui,
tramite il sentiero n. 6 del C.A.I., a
Petrosciana e a Fornovolasco.
Il tragitto tocca Capezzano Monte, Sant'Anna di
Stazzema, tristemente famosa per l'eccidio del 12
agosto 1944 e oggi Centro Regionale della
Resistenza, giunge a Farnocchia e risale fino a
Stazzema, dove è possibile |

Monte Forato
(m.1223) |

Stazzema: Pieve di S.
Maria Assunta, capitello romanico (particolare) |
ammirare la pieve di Santa Maria
Assunta (menzionata a partire dal IX secolo); da
qui, tramite la Foce di Petrosciana si raggiunge
l'Ospizio della Chiesaccia o di Fornovolasco,
ricordato già nel XIII secolo tra gli Enti
dipendenti dalla pieve dei SS. Giovanni e
Felicita di Valdicastello.
Ritornando a Valdicastello per riprendere il
percorso storico, eccoci di nuovo sulla
Sarzanese. In direzione di Camaiore si oltrepassa
il Torrente Baccatoio al di sopra del quale è
possibile ammirare il Castello di Rotaio,
importante fortificazione, oggi di proprietà
privata, costruita dai lucchesi nel 1223 e
circondata da un alto muro con la torre di
guardia posta al di sopra della porta di accesso.
Attraverso il cosiddetto Ponte del Bagnetti la
strada raggiungeva quindi la località di Stretta
citata in un documento del XIV secolo come
attraversata dalla via Romea e nelle vicinanze
della quale, ultimamante, sono venuti alla luce
importanti resti di una villa rustica di età
romana attualmente oggetto di scavi archeologici.
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| Da
qui attraverso la discesa della Selvaiana e la
via detta Montecavallo si poteva raggiungere il
Ponte alla Gora, attraversato il quale si
raggiungeva l'Ospizio di San Lazzaro, edificio
nominato già in estimo del 1347 e quindi
attraverso il Ponte Rotacine immettersi nella via
della Fossetta e giungere a Camaiore. |
| Da Valdicastello è possibile
raggiungere Camaiore con un percorso che evita
l'odierna via Sarzanese, risalendo il colle delle
Banche, ridiscendendo fino a giungere in
prossimità della villa Le Pianore e da qui
ricollegarsi al percorso principale della
Francigena. |

Camaiore: La Badia |
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