Provincia di Lucca - Osservatorio sul Mercato del Lavoro

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Indagine sulle forze di lavoro in Provincia di Lucca

"L'Indagine sulle Forze di Lavoro costituisce un monitoraggio semestrale, con cadenza nei mesi di gennaio e luglio, dell'andamento occupazionale del sistema economico locale.
Con riferimento a un campione provinciale di circa 2.000 persone (su 375.000 residenti), rinnovato parzialmente ad ogni rilevazione, si ottiene il quadro della condizione professionale con dettaglio per genere, età, Sistema Economico Locale (SEL - Piana di Lucca, Versilia, Valle del Serchio), macrosettore, titolo di studio.
La numerosità del campione assicura, per un universo quale quello della popolazione dei tre SEL lucchesi, un margine di errore dei risultati (con un livello di confidenza del 95%) inferiore al 3% per il dato complessivo e inferiore al 4% per il dettaglio del sesso e del SEL.
Ciò consente di disporre di risultati dettagliati con assoluta tempestività, solitamente entro un mese dalla conclusione delle rilevazioni.
Il vantaggio per l'amministrazione e per i soggetti locali è chiaro. La prima dispone di informazioni per la corretta programmazione delle politiche integrate a sostegno dell'occupazione e, contemporaneamente, riceve un feed-back informativo sull’efficacia esterna delle azioni permettendo l'applicazione del controllo strategico e l'introduzione di eventuali correttivi sugli interventi. I secondi, sia che alimentino la domanda che l’offerta di lavoro, si trovano in un Sistema Locale del Lavoro più trasparente di cui si conoscono i punti di forza e di debolezza relativi ai fattori determinanti la competitività del territorio”.

Dal PSN 2004/2006 – cap.III, Progetti innovativi.

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Approfondimenti monografici

“….Il lavoro sarà diverso rispetto al passato: meno stabile e sicuro, richiederà flessibilità e mobilità assai maggiori e quindi capacità di adattarsi e di sfruttare prontamente le nuove occasioni.

I giovani avranno a che fare con uno stato sociale meno generoso; dovranno perciò costruirsi la loro previdenza privata, abituarsi all’idea di lavorare più a lungo e, in fine di carriera, riceveranno pensioni mediamente meno generose di quelle che, fatte le debite proporzioni, ricevettero i loro genitori. La competizione sarà maggiore e ai posti di lavoro più remunerativi si arriverà battendo la concorrenza, sempre più per meriti propri e sempre meno sfruttando rendite di posizione.
Sono preparati i giovani a vincere - come si usa dire - queste sfide? A far sì che le maggiori occasioni offerte loro da una società più mobile e competitiva siano colte e sfruttate nel momento giusto? Hanno le qualifiche necessarie - di studio, di formazione, ma anche culturali - adatte? Saranno capaci di uscire dal bozzolo un po’ asfissiante nel quale si sono rinserrati, protetti da un sistema scolastico troppo tollerante e da sistemi familiari iperprotettivi? Saranno capaci di rompere la “sindrome del ritardo” che ne riduce e rallenta l’autonomia e l’inserimento pieno e responsabile nella società?
L’indagine “Giovani e lavoro nella Provincia di Lucca” non risponde a tutti i quesiti, ma traccia un profilo interessante e anche un poco ambiguo dei nostri protagonisti.

(Prof. Massimo Livi Bacci, “Giovani e Lavoro in provincia di Lucca – analisi quantitativa” Lucca, 2000)

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