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Il Serchio: Paesaggio e vegetazione
Introduzione
Il paesaggio della Provincia di Lucca ha uno spiccato carattere di transizione, potendo riunire in pochi chilometri la vegetazione mediterranea della lecceta, i boschi misti centroeuropei, la faggeta.
Nelle associazioni boschive della Garfagnana, prevalgono il carpino nero (Ostrya carpinifolia), il cerro (Quercus cerris), la roverella (Quercus pubescens), il castagno (Castanea sativa), il nocciolo (Corylus avellana). Generalmente al di sopra dei 1200-1500 m subentra la faggeta.
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Pioppo Bianco
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Salice
La fascia collinare è caratterizzata da consorzi misti caducifogli e frequenti sono le selve di castagno.
La vegetazione naturale o seminaturale della fascia collinare e planiziale della Media valle e della piana è costituita prevalentemente da leccio (Quercus ilex), prugnolo (Prunus spinosa), citiso (Cytisus scoparius), erica (Erica scoparia) .
Le Alpi Apuane presentano caratteristiche particolari, soprattutto per il substrato calcareo, la frequenza di endemismi e la comparsa di elementi oceanici (Pignatti, 1989).
La vegetazione della media valle e della pianura ha risentito particolarmente delle attività umane e sono molte le coltivazioni ceralicole, a ortaggi ed i vigneti.
Nel bacino del Serchio, inoltre il terreno a destinazione agricola è equivalente a quello a pascolo.
La vegetazione dell'alto corso presenta formazioni sia igrofile che mesofile con abbondanza di felci e muschi data l'elevata umidità e l'ombra dovuta alla fitta coltre di vegetazione.
Tra le felci si incontrano Pteridium aquilinum, Scolopendrium vulgare, Adiantum capillus veneris.
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Fascia golenale
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Sambuco nero
La vegetazione originale del medio e in particolare del basso corso Serchio è ormai quasi scomparsa, a causa dell'arginatura e della regimazione del corso d'acqua, ma relitti di bosco igrofilo si possono ancora osservare all'interno dell'alveo stesso e sugli isolotti fluviali: procedendo dall'ambiente acquatico verso la terraferma si incontrano piante acquatiche, come il millefoglio (Myriophyllum sp.) e il ranuncolo (Ranunculus sp.) e laddove il terreno è più melmoso sono presenti i giunchi (Juncus sp.), la tifa (Thypha latifolia), la lisca (Scirpus lacustris), il coltellaccio (Sparganium erectum), l'iris giallo (Iris pseudacorus).
In questa zona abbondano i canneti di Arundo donax, mentre è meno frequente il Phragmites communis tipico di acque più stagnanti.
Le specie arboree ed arbustive naturali o seminaturali nelle aree umide lungo il corso del fiume, dei torrenti e intorno ai bacini idrici sono rappresentate da salici (Salix spp.), ontano nero (Alnus glutinosa), olmo (Ulmus campestris), pioppo bianco (Populus alba), coltivato abbondantemente lungo tutto il corso del fiume, mentre sono meno frequenti il pioppo nero (Populus nigra) e il pioppo tremolo (Populus tremula).
Nelle zone dell’alveo meno soggette ad allagamento e sugli argini si trovano anche specie più tipicamente mesofile come il frassino (Fraxinus excelsior), la farnia (Quercus robur), l'acero campestre (Acer campestre), il salicone (Salix caprea).
Nei tratti incolti della golena si sono inserite specie pioniere come il sambuco comune (Sambucus nigra), il rovo (Robus sp.), il biancospino (Crataegus oxyacantha), il corniolo (Cornus sp.), la ginestra (Spartium iunceum), la rosa canina (Rosa canina) che, grazie alle loro bacche, sono fonte importante di cibo per la fauna dell'ambiente.