Inizio contenuti
Programmazione faunistico venatoria: Immissioni faunistiche
Negli ultimi decenni si è assistito in provincia di Lucca come in altre province italiane ad un drastico declino di diverse specie di fauna selvatica.
Le cause di questo fenomeno possono essere ricondotte sia all’attività venatoria che alle profonde trasformazioni subite dai diversi ecosistemi che hanno influito sulle possibilità di alimentazione e di riproduzione della selvaggina.
Per incrementare e/o ricostituire il patrimonio faunistico, la L.R. 3/1994 prevede che gli Ambiti Territoriali di Caccia predispongano piani di immissioni che ai sensi dell’art. 32 lett. ff della L.R. 3/94 devono essere autorizzati dalla Provincia.
Con il termine immissione si definisce ogni operazione che preveda il trasporto e la liberazione in una determinata località di individui appartenenti ad una specie animale.
Si definiscono introduzioni le immissioni di individui di una specie non presente localmente (alloctona), reintroduzioni le immissioni di individui di una specie presente localmente in epoca storica (autoctona) ed ora estinta e ripopolamenti le immissioni di individui di una specie ancora presente nella località, ma con livelli di popolazione ridotti.
Le introduzioni, cioè l’immissione di individui appartenenti ad una specie alloctona, sono da evitarsi per molteplici motivi di ordine biologico, come anche ribadito dalla Legge nazionale 157/1992 art. 20 comma 1. Da evitarsi è anche l’ulteriore espansione artificiale delle specie esotiche, già naturalizzate in alcuni parti del nostro Paese tra cui la minilepre, la nutria, il colino della Virginia etc..
Le reintroduzioni rivestono invece un ruolo positivo nel perseguimento di una strategia di ripristino di zoocenosi il più possibile complete sul territorio nazionale purché siano condotte nell’ambito di programmi pluriennali che tengano conto di vari fattori tra cui le cause che hanno portato all’estinzione della specie in epoca storica.
E’ il caso di diverse specie di ungulati autoctoni, quali il capriolo e il cervo che scomparsi dal nostro territorio, a seguito della notevole attività di deforestazione avvenuta all’inizio del secolo scorso per diversi scopi tra cui lo sviluppo dell’agricoltura e della zootecnica, sono stati reintrodotti a partire degli anni 60 ad opera dell’ ex Azienda di Stato delle Foreste Demaniali, andando gradualmente aumentando di numero e ricolonizzando vaste porzioni di territorio, ritornato idoneo agli ungulati selvatici a seguito del progressivo abbandono delle zone montane e collinari.
I ripopolamenti, intesi come immissioni di animali in zone in cui la specie è già presente, sono operazioni da effettuarsi, in linea teorica, solamente quando eventi occasionali hanno agito su una popolazione in modo tale da mettere a serio rischio la vitalità e la capacità di ripresa della popolazione stessa. Spesso, invece, i ripopolamenti vengono effettuati per fini legati al consumismo venatorio e agli interessi economici ad esso collegati, in maniera non sempre corretta.
A questo riguardo, la Provincia nell’ambito del Piano Faunistico venatorio 2006-2010 ha elaborato delle direttive per le immissioni di fauna selvatica nel territorio soggetto a caccia programmata a cui devono attenersi coloro (Ambiti Territoriali di caccia, comuni, associazioni venatorie, aziende) che effettuano interventi di ripopolamento in aree aperte alla caccia.
Di seguito sono riportati i ripopolamenti effettuati nel corso dell’anno 2006 dagli Ambiti Territoriali di Caccia sul territorio a caccia programmata.
| Specie | Mese di febbraio (ind. riproduttori) |
Mese di luglio (ind. giovani) |
|---|---|---|
| Fagiani | 4.778 | 11.510 |
| Starne | 4.459 | |
| Pernici | 1.000 | |
| Lepri | 150 | 67 |
| Specie | Mese di febbraio (ind. riproduttori) |
Mese di luglio (ind. giovani) |
|---|---|---|
| Fagiani | 500 | |
| Starne | 500 | |
| Pernici | ||
| Lepri | 48 |
Nelle aree escluse all’attività venatoria, in particolar modo nelle Oasi e nelle zone di protezione, sono attualmente in corso progetti finanziati dalla Provincia per valorizzare il territorio, ripristinare gli equilibri naturali, migliorare l’habitat ai fini dell’incremento della fauna selvatica.