L'ARCHIVIO PAOLO CRESCI PER LA STORIA DELL'EMIGRAZIONE ITALIANA
L'Archivio Paolo Cresci, recentemente acquisito dall'Amministrazione
Provinciale di Lucca, è nato dalla passione per l'emigrazione del
fotografo fiorentino dal quale ha preso il nome.
Capire l'interesse di Paolo Cresci è fondamentale per avere la
giusta chiave di lettura del materiale raccolto, in quanto ogni documento
è soprattutto uno spaccato di vita che trasuda sentimenti autentici,
talvolta espressi a fatica in un italiano stentato. Ogni singolo pezzo
è accomunato con gli altri da quel filo sottile che lega l'emigrante
al proprio nido, fatto di casa, affetti, colori e sapori mai dimenticati,
che ha il potere di non spezzarsi mai per quanto la nuova vita sia migliore.
L'enorme collezione di documenti, riviste, oggetti e quant'altro è
possibile vedere oggi, sono il frutto di un paziente e meticoloso lavoro
di ricerca e d'accumulo, iniziato a partire dalle vicende dei parenti
della moglie Silvana, nativa di Fosciandora (Lucca). Paolo Cresci stabilì
successivamente rapporti con antiquari, frequentando mercatini dell'usato,
librerie antiche, case abbandonate, amministrazioni comunali della Garfagnana,
nonché gli stessi emigranti rientrati in patria o i loro parenti.
Gran parte del materiale riguarda, infatti, le zone garfagnine e lucchesi,
con qualche eccezione proveniente da altre regioni.
La raccolta si caratterizza pertanto per l'eterogeneità, essendo
composta da epistolari, cartoline, fotografie originali e non, riviste,
quotidiani, libri e vari oggetti personali, testimonianza di una molteplicità
di persone che tra il XIX e XX secolo abbandonarono l'Italia in cerca
di fortuna. In tal modo la miscellanea Cresci costituisce - proprio in
ragione della sua frammentarietà, decifrabile soltanto se inserita
nel mosaico globale - un vero e proprio "giacimento culturale"
in cui ogni singolo elemento assume valore esclusivamente nel grande puzzle
di riferimento e viceversa. Solo così può emergerne l'immagine
unitaria, seppure dai contorni sfumati, di un lungo fiume di soggetti
in perenne movimento.
L'obiettivo prioritario dell'Amministrazione Provinciale di Lucca, è
rivolto alla valorizzazione sistematica della raccolta, progettando la
creazione di un centro studi e documentazione internazionale e l'istituzione
di una rete informatica fra tutti i comuni della Toscana per creare un
archivio regionale sull'emigrazione. L'idea è di rendere il materiale
dell'archivio fruibile a tutti, tecnici e non, con un occhio di riguardo
specialmente verso i non addetti ai lavori; questo per consentire, a quanti
lo visiteranno, una comprensione immediata e completa, rendendoli partecipi
di una storia che, probabilmente, è anche quella dei loro avi e,
di rimando, la propria.
Qualsiasi intervento relativo all'archivio presupponeva una catalogazione
sistematica del materiale documentario; infatti é ormai in via
di completamento il lavoro di riordino della raccolta, realizzato su supporto
informatico.
Paolo Cresci aveva intrapreso una catalogazione di massima, usando però
criteri rispondenti più a esigenze personali che a principi universalmente
condivisi di sistematicità e scientificità. D'altronde questo
è comprensibile, per chi, come lui, è stato combattuto,
da una parte, da un'ardente passione che lo ha spinto ad accumulare, talvolta
in modo quasi maniacale, una varietà smisurata di materiale disomogeneo,
e dall'altra, ha però anche avvertito la necessità di una
sistemazione organica, di difficile attuazione proprio in ragione della
mole dei pezzi raccolti.
Il lavoro realizzato da Cresci ed interrotto dalla sua prematura scomparsa,
denota una grande meticolosità nella sistemazione dei documenti
(racchiusi singolarmente in cartoncini ed incellofanati su misura, a cui
è stata attribuita una numerazione progressiva), sebbene non sia
supportata da corretti criteri archivistici. Ciò è in parte
riconducibile al fine che Cresci si proponeva di dare al suo particolare
inventario, ovvero quello di un personale strumento di ricerca del materiale,
utilizzato per lo più per allestire mostre e per corredare pubblicazioni
inerenti alle diverse ondate migratorie susseguitesi a cavallo dei due
secoli passati.
Al fine di preservare l'impronta data da Cresci alla raccolta, si è
pensato di seguire l'ordine da lui stesso adottato, utilizzando però
principi uniformi e analitici rispetto alle nuove esigenze venutesi a
creare riguardo alla divulgazione e all'immediatezza della fruibilità
dell'intera raccolta. Il lavoro di catalogazione, iniziato nel gennaio
2000, non ha la pretesa di essere esaustivo e definitivo, ma vuole solo
fornire una mappa ricognitiva del reale valore qualitativo e quantitativo
della collezione.
A tal fine è stato approntato un database, dove ogni singolo pezzo
è stato schedato in base a precise categorie e può essere
continuamente richiamato e visualizzato tramite particolari funzioni del
programma.
Ad oggi la schedatura delle unità archivistiche ha raggiunto i
diecimila pezzi e, a nostro avviso, il totale, comprensivo dei libri,
delle riviste e degli epistolari, potrebbe superare i trentamila.
Grande importanza rivestono gli epistolari, che comprendono circa cinquemila
lettere. Alcuni hanno avuto già una sistemazione di massima da
parte di Cresci, che li ha raggruppati sommariamente in appositi contenitori,
distinguendoli solo per mittenti. Le lettere non presentano infatti alcuna
numerazione e spesso sono accompagnate da fotografie. La maggior parte
di esse riguardano vicende personali di emigranti che toccano gli argomenti
più disparati: dalla famiglia, al lavoro, alla guerra, alle nuove
patrie, fino alla sfera sentimentale. L'intento dell'Amministrazione è
quello di riordinare i carteggi e soprattutto di trascrivere interamente
le singole lettere, in modo da creare una banca dati tale da favorire
studi interdisciplinari sull'emigrazione.
Il materiale della raccolta Cresci è già stato utilizzato
per l'allestimento di quattro mostre, due delle quali aventi come filo
conduttore i rapporti intercorsi tra gli emigranti della Valle del Serchio
e il poeta Giovanni Pascoli. La ricchezza e la varietà della raccolta
Cresci forniscono un valido supporto documentario per gli studi storico-sociali,
specialmente del territorio garfagnino. La valorizzazione di quanto contenuto
nell'archivio contribuirà a far luce su di un periodo fino a poco
tempo fa volutamente relegato ai margini dalla storiografia ufficiale
e che oggi invece, sull'onda della riscoperta delle proprie origini e
del fenomeno immigratorio, lo rendono oggetto di una giusta e doverosa
attenzione.
L'auspicio di coloro che hanno operato finora nella sistemazione è
quello di rendere l'archivio aperto a tutta una serie di iniziative collaterali,
partendo da quelle didattiche che coinvolgano scuole di ogni ordine e
grado, per passare poi all'allestimento di mostre e manifestazioni culturali
di vario genere sia in Italia che all'estero.
Annarita Rossi e Andrea Santoro
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