Paolo Cresci S.M. Rotonda Eventi Adesioni Contattaci Dove siamo La mostra Documenti

L’Archivio “Paolo Cresci”, dal nome del collezionista fiorentino che ne ha curato la raccolta, comprende una miscellanea di materiale documentario relativo all’emigrazione italiana avvenuta nel XIX e XX secolo.
Acquisito dalla Provincia di Lucca nel 1998, l’archivio è stato inaugurato il 31 marzo 2001 nella Cappella di Santa Maria della Rotonda, all’interno di Palazzo Ducale, alla presenza del Presidente dell’Amministrazione Provinciale Andrea Tagliasacchi, del Direttore dell’archivio Pietro Luigi Biagioni e della Curatrice Scientifica Maria Rosaria Ostuni.

La Provincia di Lucca ha acquisito l’Archivio Paolo Cresci, la più importante raccolta esistente di documenti sull’emigrazione italiana. L’Archivio Cresci comprende migliaia di pezzi: epistolari, fotografie, documenti d’archivio, documenti personali di emigrati, libri e riviste, materiali e reperti riguardanti questo importante fenomeno storico e sociale che il ricercatore fiorentino, recentemente scomparso, ha raccolto in anni di paziente ed oneroso lavoro. L’impegno della Provincia di Lucca per salvaguardare questo patrimonio culturale, deriva dalla consapevolezza che nello studio delle vicende italiane, dal 1861 in poi, pochissima attenzione è stata riservata all’emigrazione mentre non è possibile scrivere la storia d’Italia senza inserirvi le vicende di quegli uomini – circa 26 milioni in un secolo – che lasciarono la loro terra, molto spesso anche la famiglia, per cercare all’estero adeguate risposte alle proprie aspettative di vita.
In ogni paese del mondo, in ogni settore di attività è possibile trovare testimonianza della presenza di italiani provenienti da tutte le regioni. La Toscana in particolare e soprattutto i territori della Provincia di Lucca, Pistoia e Massa hanno pagato un forte tributo all’emigrazione con un esodo di tali proporzioni da impoverire sensibilmente le risorse umane di queste terre, spopolando specialmente le piccole comunità urbane e rurali. Uomini e donne, spesso intere famiglie, partiti con pochi soldi in tasca, ma dotati di volontà e tenacia, hanno saputo raggiungere – con il lavoro e l’intelligenza – solidi traguardi economici e sociali contribuendo a diffondere una positiva immagine dell’Italia all’estero e a costruirne, con i loro risparmi, il benessere.
Appare perciò sempre più doveroso stringere ed allacciare i rapporti con un’Italia lontana, ritrovare le antiche radici per ricostruirne le vicende storiche ed umane, consapevoli che non è possibile scrivere la storia d’Italia senza la storia dell’emigrazione.
La Provincia di Lucca vuole fare dell’Archivio Cresci un asse importante della propria politica culturale: progetta perciò la creazione di un Centro Studi e Documentazione internazionale. Tra le molte iniziative da realizzare al più presto sono in programma l’istituzione di una rete informatica fra tutti i Comuni della Toscana per creare un archivio regionale sull’emigrazione, la promozione d’iniziative con le scuole, gli istituti di cultura, le università, le associazioni di emigrati operanti inItalia e all’estero.


Andrea Tagliasacchi

Presidente della Provincia di Lucca

Dal momento dell’acquisizione della raccolta - che ammonta ad alcune decine di migliaia di pezzi - è stata avviata una catalogazione analitica della stessa su supporto informatico, da parte di Annarita Rossi e Andrea Santoro. Le schede, organizzate in un database, contengono informazioni sulla tipologia e cronologia del documento, dati anagrafici dell’emigrante, luogo di partenza, di arrivo e lavoro svolto.
Ogni scheda segue una numerazione progressiva secondo i criteri adottati da Paolo Cresci nella sua catalogazione, interrotta dalla sua prematura scomparsa.