Provincia di Lucca - Servizio Ambiente

Vai ai contenuti

Ambiente e Sviluppo Sostenibile

Inizio contenuti

Stato dell'Ambiente: Suolo e sottosuolo

Tabella di Valutazione Sintetica

Elementi di Criticità

Il territorio della provincia di Lucca è caratterizzato dall’appartenenza a diversi bacini idrologici (Arno, Serchio, Magra, Toscana Nord), per ognuno dei quali è in fase di approvazione il Piano di assetto idrogeologico di bacino, redatto ai sensi del D.L. n. 180/1998 (Decreto Sarno). La definitiva approvazione di tali Piani consentirà di iniziare a porre in essere misure volte alla riduzione del rischio idraulico e geomorfologico presente sul territorio.
Per quanto riguarda il rischio da frana, attualmente circa 153 Km2 sono interessati da rilevanti fenomeni franosi, in particolare nell’area della Versilia e in Garfagnana, ma anche nelle altre aree. Per quanto riguarda la pericolosità di tipo idraulico (rischio di esondazione), circa 170 Km2 sono soggetti a pericolosità idraulica elevata o molto elevata (eventi con tempi di ritorno da 200 sino a 30 anni). In questo caso le aree maggiormente coinvolte sono quelle della Piana di Lucca, ma anche della Versilia, soprattutto nelle aree pianeggianti.
Per quanto riguarda le acque sotterranee gli studi condotti negli ultimi anni dalla Provincia di Lucca evidenziano una significativa tendenza alla depressione della falda in alcune aree della Piana di Lucca, corrispondenti alle zone di maggior prelievo a fini produttivi e idropotabili. Particolarmente rilevante è il fenomeno conclamatosi nel corso del 2003 nell’area di Porcari, con abbassamenti nell’ordine di circa 2 metri. Si evidenzia pertanto la progressiva perdita di capacità di autoricarica della falda con conseguenze riguardanti la disponibilità idrica futura e altri possibili fenomeni, quali la subsidenza.
L’analisi condotta sugli utilizzi di sostanze fertilizzanti e di fitofarmaci ha consentito di mettere in evidenza alcuni rilevanti impatti dell’attività agricola su suolo e sottosuolo.
L’aumento del carico per ettaro di azoto in provincia di Lucca (da 44,1 Kg/ha del 1990 siamo passati a 82,3 Kg/ha nel 2000, +86%), se confrontato con la riduzione di superficie agricola coltivata dimostra una concentrazione di quest’ultimo in aree più ristrette di territorio. Il carico per ettaro di superficie agricola coltivata risulta inoltre superiore al valore regionale. Per quanto riguarda il carico complessivo di fertilizzanti azotati venduti, i dati relativi al periodo 1990-2000 dimostrano un aumento del carico complessivo di azoto del 49%. Negli ultimi anni sembra tuttavia evidenziarsi una inversione di tendenza e una diminuzione dei carichi. Tale andamento è analogo a quello riscontrato a livello regionale, anche se per quest’ultimo l’inversione di tendenza osservata negli ultimi anni sembra iniziare qualche anno prima, già a partire dal 1994.
La situazione risulta diversa per i prodotti fitosanitari. Nel corso degli anni ’90 si è verificato un aumento del quantitativo di prodotti fitosanitari utilizzati (+5,8%), anche se meno evidente rispetto a quanto rilevato nell’intero territorio regionale (+54%). Il carico di prodotti fitosanitari per ettaro di superficie agricola coltivata risulta in ogni caso molto elevato, con un valore pari a più del doppio di quello medio regionale (23,9 Kg/ha rispetto a 9,3 Kg/ha, nel 1999).
La pericolosità ambientale dei principi attivi venduti in provincia di Lucca, espressa con l’indicatore ICRA, rimane pressoché invariata nel triennio considerato (1997-1999). Altri aspetti di rilievo per il territorio della provincia di Lucca riguardano la presenza di siti da bonificare (la maggior parte dei quali individuati successivamente al 1999), per un quarto dei quali risulta attualmente concluso il procedimento di bonifica e la presenza di una significativa attività estrattiva, soprattutto di inerti da costruzione, per la quale il Piano regionale attività estrattive non prevede significative variazioni nei prossimi anni (non sono individuati nuovi giacimenti estrattivi, ma ampliamenti dei giacimenti esistenti).

Indicatori

 

Torna all'inizio dei contenuti