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Stato dell'Ambiente: Rifiuti
Tabella di Valutazione Sintetica
Elementi di Criticità
La provincia di Lucca è l’area della Toscana con la maggiore intensità di produzione dei rifiuti urbani. Nel 2000, la produzione pro capite è stata inferiore solo a quella di un’altra provincia italiana (Rimini). Tale situazione è anche conseguenza di una consistente crescita della produzione avvenuta nel periodo 1995-2002, pari a oltre il 30%, che ha fatto si che, pur in presenza di un aumento ancor più consistente delle raccolte differenziate (nel medesimo periodo i quantitativi raccolti sono quasi quintuplicati, da 18.000 a quasi 85.000 tonnellate annue), il quantitativo residuo da inviare a smaltimento sia rimasto nel tempo pressoché costante. Va messo tuttavia in evidenza, come tale andamento risulti particolarmente marcato in alcuni anni (1999, 2000), caratterizzati da modifiche rilevanti nel sistema di raccolta e nei criteri di assimilazione dei rifiuti da attività produttive, con conseguenze dirette sui quantitativi generati. Inoltre, la stessa accelerazione impressa al sistema della raccolta differenziata ha senz’altro contribuito all’intercettazione di frazioni che precedentemente sfuggivano al sistema di raccolta (si pensi, ad esempio, al conferimento della frazione verde, spesso oggetto di abbandono o di smaltimento improprio). In ogni caso, appare urgente porre in essere azioni volte alla riduzione a monte della produzione di rifiuti, così come anche previsto dalla normativa nazionale e dalla pianificazione regionale e provinciale.
Per quanto riguarda le raccolte differenziate, come già evidenziato si è assistito ad una crescita significativa negli ultimi anni, che ha permesso nel 2001, il conseguimento della percentuale del 29,7%, in linea con gli obiettivi previsti dal Decreto Ronchi. Appare ancora lontano, tuttavia, l’obiettivo ottimale del 55% previsto dal Piano provinciale per il 2003, nonostante nel 2002 il dato si sia attestato su un incoraggiante 30,7 % che potrebbe consentire entro il 2003 se non altro di traguardare l’obiettivo (minimo) di legge del 35 %.
Per quanto riguarda la capacità di smaltimento dei rifiuti urbani prodotti sul territorio, l’Ambito territoriale 2 - Provincia di Lucca è connesso con l’Ambito livornese (Ato 4), attraverso l’integrazione dei rispettivi piani di gestione dei rifiuti urbani, finalizzata all’utilizzo congiunto di più impianti sui rispettivi territori.
In particolare, da parte della provincia di Lucca viene fatto ricorso all’impianto di Rosignano, per lo smaltimento di una parte dei quantitativi prodotti sul proprio territorio. Da questo punto di vista, va evidenziato come circa il 25% della produzione di rifiuti sia tuttora smaltita direttamente in discarica, anche se è prevista l’entrata in funzione, proprio a Rosignano, di un impianto di trattamento e selezione, che dovrebbe consentire di ridurre tale quantità, in accordo con quanto previsto dal decreto Ronchi. Il fabbisogno di trattamento/selezione è comunque in larga parte già soddisfatto, grazie all’entrata in funzione, a partire dal 2001, dell’impianto di Pioppogatto, nel comune di Massarosa, che ha consentito di ridurre drasticamente il quantitativo di rifiuti tal quali conferiti in discarica. A partire dall’estate del 2003, la frazione di CDR prodotta nell’impianto di Pioppogatto viene conferita presso l’impianto di termovalorizzazione di Falascaia, situato nel territorio di Pietrasanta.
In ogni caso, il raggiungimento dell’equilibrio della gestione previsto dal Piano provinciale, anche con il ricorso ad impianti esterni alla provincia, sembra subordinato al conseguimento di significativi obiettivi di riduzione della produzione di rifiuti e di aumento ulteriore delle raccolte differenziate, oltre che al potenziamento dell’impiantistica di valorizzazione delle frazioni differenziate presente sul territorio provinciale.
La produzione di rifiuti speciali sul territorio provinciale appare abbastanza consistente, soprattutto per quanto riguarda la produzione di rifiuti non pericolosi. Essa è concentrata in Versilia e nell’area lucchese ed è prevalentemente imputabile alle attività industriali del comparto lapideo e del cartario. In particolare, l’andamento della produzione, rapportato al numero di addetti ed al valore aggiunto provinciale, evidenzia un’intensità di produzione crescente nel tempo e superiore a quella media regionale.
Indicatori