Provincia di Lucca - Servizio Ambiente

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Ambiente e Sviluppo Sostenibile

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Stato dell'Ambiente: Paesaggio e natura

Tabella di Valutazione Sintetica

Elementi di Criticità

Primo elemento importante per definire il valore naturalistico e paesaggistico di un territorio è la presenza di infrastrutture ecologiche, ovvero di quelle formazioni naturali spontanee che i processi di artificializzazione legati alla specializzazione dell’agricoltura hanno progressivamente ridotto. La provincia di Lucca presenta una superficie occupata dalle infrastrutture ecologiche, con esclusione delle aree boscate (3,2%), inferiore al valore regionale (9,2%), mentre la percentuale relativa alla sola area Lucchese (SEL 5) risulta sensibilmente superiore al valore dell’intero territorio provinciale (5,9% rispetto al 3,2%). Per quanto riguarda la densità delle siepi -tra le infrastrutture ecologiche principali- la situazione della provincia di Lucca è tutto sommato allineata con quella della Regione Toscana, anche se il territorio provinciale rispetto a quello regionale presenta una maggiore superficie coperta da una densità di siepi oltre i 30 m/ha (9,1% contro l’1,9%). Suddividendo il territorio per classi di densità, è riscontrabile in generale una prevalenza di aree con siepi a densità bassa (85,3% del totale).
Nel periodo 1995 – 2000 il territorio agro-forestale della provincia di Lucca ha subito un impoverimento in termini di diversità. Il SEL dove risulta più evidente questa tendenza è l'Area lucchese, in cui le aree a minore diversità sono infatti prevalenti sulle altre sia nel 1995 che nel 2000. I paesaggi a più alto valore naturale si trovano invece nella Media Valle del Serchio, con percentuali che raggiungono, nei due anni presi in considerazione, il 95,4% e il 95,6%.
L’applicazione dell’indice di Shannon all’uso del suolo agricolo della provincia di Lucca conferma una tendenza generalizzata alla riduzione della diversità, nonostante la maggiore ripartizione delle colture agrarie; se all’Area Lucchese e alla Versilia può essere attribuita una elevata diversità nell’uso del suolo in entrambi gli anni di riferimento, in Garfagnana e Media Valle del Serchio si riscontra invece la più bassa diversità delle colture agrarie presenti. Ad eccezione della Media Valle del Serchio, comunque, tutti i sistemi territoriali presentano un valore dell’indice superiore al minimo ritenuto sostenibile (0,8 - 1,2).
Il livello di tutela del territorio provinciale può essere misurato tramite la quantificazione delle aree sottoposte a vincolo e di quelle ricadenti invece in aree protette. In provincia di Lucca la superficie interessata da vincolo paesaggistico (L. 1.497/1939) è di 26.312 ha, pari al 14,8% del territorio provinciale, e la superficie vincolata ai sensi della L. 431/1985 si concentra prevalentemente sulle aree boscate e su quelle interessate da fiumi, laghi e coste marine; le aree protette coprono complessivamente una superficie pari al 10,6% del territorio provinciale -valore che supera l’8,9% regionale relativo all’anno 2000- interessando prevalentemente la Versilia (23,4%) e la Garfagnana (17,1%).
Distinguendo in modo ulteriore gli ambiti di tutela, si può attribuire a SIC, ZPS, SIN, SIR circa il 15% del territorio provinciale, il 27,1% del territorio della Versilia e il 17,9% della Garfagnana.
La tutela del territorio si può attuare anche grazie alle opportunità offerte dalla L.R. 56/20001” relativamente all’individuazione e tutela delle aree di collegamento ecologico-funzionale (Art.10), che risultano di primaria importanza per la fauna e la flora selvatica grazie alla loro funzione di mantenimento delle dinamiche di dispersione degli organismi biologici e della vitalità di popolazioni e comunità. Poiché allo stato attuale non sono state individuate, nell’ambito della provincia, le aree di collegamento ecologico (o reti ecologiche), si è valutata la loro consistenza in termini potenziali, derivandone un valore di densità pari a 43,3 m/ha.
Nel territorio della provincia di Lucca va poi sottolineata la significativa presenza (circa il 3% dell’intera superficie territoriale) di “aree umide”, cioè di ambienti relitti che tuttora mantengono il carattere del paesaggio palustre naturale svolgendo un ruolo importante ai fini della permanenza di valori residui di carattere naturalistico. In alcune aree tali ambienti assumo una connotazione più marcata e devono essere quindi considerati alla stregua di un vero e proprio “sistema”: il lago di Massaciuccoli e le paludi costiere della Macchia Lucchese ricompresi nel Parco Regionale di Migliarino - San Rossore – Massaciuccoli, ma anche il Padule dell’ex lago di Bientina nel quale confluisce il sistema di aree umide e palustri che attraversa la pianura di Lucca, configurano “paesaggi delle acque” fortemente caratterizzati, così come il Lago Sibolla rappresenta una significativa propaggine naturalistica del Padule di Fucecchio nel territorio provinciale.
Altri elementi utili a definire il carattere di biodiversità di un territorio sono i geotopi, riconosciuti dal Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Lucca e dalla L.R. 56/2000 come elementi meritevoli di azioni di tutela. I geotopi rilevati dal SIT sono 137, ricadenti in prevalenza in Versilia.
Anche le emergenze floristiche e faunistiche rilevabili nel territorio provinciale costituiscono un aspetto importante per la valutazione della biodiversità. Il numero di specie presenti in liste di attenzione vegetali ed animali rilevate in provincia di Lucca è pari a 3020, in buona parte riscontrabili sul territorio della Garfagnana e della Versilia. I tipi di uso del suolo a cui sono legate le segnalazioni delle specie sono riconducibili a quelle aree definite come “aperte”, importanti ai fini del mantenimento della fauna selvatica.
Ai fini della tutela delle specie e dei loro habitat, viene considerata la presenza di siti di valore naturalistico. Le fitocenosi (comunità di individui vegetali fisionomicamente omogenee che insistono su una stazione uniforme nei caratteri topografici-edafici) presenti nel territorio provinciale sono 24, gli habitat di interesse comunitario 113 e gli habitat definiti come prioritari dalla Direttiva 92/43/CEE sono 6.
L’azione di tutela della fauna selvatica della Provincia di Lucca è condotta anche attraverso gli Istituti faunistici previsti dalla L R. 3/1994 e le zone di protezione della fauna selvatica. Il territorio soggetto a tutela della fauna selvatica è pari a 36.422 ettari, in aumento rispetto al 1995 (30.588 ettari, Piano Faunistico Venatorio Regionale). La maggiore superficie soggetta a tutela è presente in Versilia (41,4%) e Garfagnana (23,8%), valori più elevati rispetto al dato medio provinciale che è del 20,6%.
La valutazione della pressione indotta sulle aree agro-forestali deve tenere conto anche dell’andamento della pressione venatoria e degli incendi.
Nel periodo 1994/95 – 2002-03 la prima è calata in conseguenza della diminuzione del numero dei cacciatori, e tendente alla riduzione sembra anche la superficie percorsa dagli incendi, equivalente, per l’arco di tempo 1984-2000, a 19.529 ettari, con un numero di incendi pari a 2222.
La tendenza al miglioramento è rilevabile tramite il confronto tra le superfici percorse dal fuoco in provincia di Lucca e quelle interessate da incendi nella Regione Toscana: pur essendo i dati oscillanti nel periodo 1998- 2001, si riscontra una certa diminuzione della superficie incendiata.
La fragilità territoriale può essere valutata anche attraverso l’Indice di Funzionalità Fluviale, applicato per il momento solo ai torrenti Freddana e Fegana. In particolare per il torrente Freddana è stato possibile individuare quale causa del basso livello di funzionalità fluviale soprattutto della sponda sinistra l’elevata antropizzazione, che costringendo il corso d’acqua a seguire il percorso della Strada Provinciale Lucca - Camaiore - Viareggio, non solo lo priva della fascia perifluviale necessaria a tamponare gli effetti antropici, ma ne costringe l’alveo in spazi angusti tali da necessitare interventi di arginature e difese spondali che, accelerando il flusso della corrente, vanno ad interagire negativamente con i naturali processi autodepurativi del corso d’acqua.

Indicatori

 

 

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