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Stato dell'Ambiente: Aria
Tabella di Valutazione Sintetica
Elementi di Criticità
Il sistema delle acque in provincia di Lucca è caratterizzato da una serie di problematiche di diversa natura, sia per quanto riguarda la qualità dei corpi idrici, sia per l‘elevato livello di sfruttamento della risorsa, sia per problemi di natura gestionale del ciclo delle acque. Per quanto riguarda le acque superficiali, le maggiori criticità emergono in Versilia, ove sembra emergere un serio problema legato all’intrusione salina nei corsi d’acqua e nel lago e nella palude di Massaciuccoli. In quest’ultima area si assiste inoltre a un significativo fenomeno di eutrofizzazione delle acque, tanto che recentemente, la Regione Toscana ha proposto l’individuazione del lago come zona sensibile e dell’intera area circostante come zona vulnerabile all’inquinamento da nitrati di origine agricola, ai sensi del D.Lgs 152/1999. Criticità di tipo puntuale sono presenti anche nel bacino del Serchio, legate soprattutto a pressioni di tipo puntuale quali scarichi industriali o di reflui civili nei corsi d’acqua. Anche le analisi condotte sul Lago di Vagli evidenziano uno stato ambientale scadente.
Per quanto riguarda le acque costiere, gli indici considerati, calcolati sulla base delle indagini condotte da ARPAT relativamente alla balneabilità e allo stato di qualità ambientale delle acque, evidenziano elevati livelli di contaminazione batteriologica, in particolare nell’area di Pietrasanta e Camaiore, anche se nel corso del 2002 si è evidenziato un deciso miglioramento della situazione rispetto agli anni precedenti. Dal punto di vista dello stato trofico la situazione appare invece leggermente migliore (stato buono-mediocre). Per quanto riguarda le acque sotterranee, si evidenzia un diffuso stato di contaminazione delle falde in Versilia e nella Piana di Lucca, in particolare relativamente a nitrati e composti alogenati, oltre al grave fenomeno di ingressione salina (cuneo salino) nelle falde della Pianura costiera. Appare poi critica la situazione riguardante le falde idriche che interessano il campo pozzi di S. Alessio a Lucca, che riveste una particolare importanza per l’approvvigionamento idrico delle città di Lucca, Pisa e Livorno e per cui è stato sottoscritto un apposito accordo di programma per la tutela e il risanamento delle acque. Desta notevole preoccupazione anche il progressivo abbassamento dei livelli della falda idrica in alcune zone della Piana, probabile conseguenza sia di mutamenti di tipo climatico che di un eccesso di sfruttamento della falda stessa a fini idropotabili, agricoli e industriali (Vedi capitolo 5 – Suolo e sottosuolo).
Dal punto di vista della gestione dei servizi idrici (acquedotto, fognatura e depurazione), va in primo luogo rilevata la presenza di due Ambiti Territoriali Ottimali: ATO 1- Toscana Nord e ATO 2 – Basso Valdarno. Si mette in evidenza che, a causa del mancato affidamento della gestione del servizio idrico integrato da parte dell’Autorità d’Ambito Territoriale 1 –Toscana Nord, persiste una frammentazione della gestione idrica nell’area interessata (ATO 1).
Per quanto riguarda i prelievi ad uso idropotabile, si evidenziano situazioni di spreco negli approvvigionamenti, a causa di perdite ed inefficienze delle reti di distribuzione, e al tempo stesso una scarsa copertura del servizio acquedottistico in alcune aree della Piana di Lucca. In qualche caso, soprattutto in Versilia, si evidenzia una difficoltà a soddisfare i fabbisogni, in particolare nei picchi estivi di presenza turistica. Gran parte del fabbisogno idrico e dei prelievi, secondo le stime condotte, è attribuibile al sistema idropotabile e produttivo, in particolare al distretto cartario, fortemente idroesigente. Si evidenzia la necessità di una riduzione di tali prelievi, attraverso un utilizzo ottimizzato delle acque superficiali e di recupero, sia per garantire l’equilibrio del bilancio idrico complessivo, sia per limitare i fenomeni di abbassamento della falda.
Relativamente alla capacità di depurazione, si evidenzia nel complesso una buona copertura del fabbisogno civile, garantito da un gran numero di impianti, spesso di piccole e piccolissime dimensioni, sparsi sul territorio provinciale. In alcuni comuni si evidenzia tuttavia una copertura depurativa inferiore al 50%. Per quanto riguarda la Piana di Lucca, se nel complesso la necessità di depurazione appare soddisfatta, va tenuto conto che molte frazioni, in particolare nel comune di Capannori, non risultano attualmente servite da rete fognaria e che pertanto esiste sicuramente un deficit di depurazione anche in tale area (il dato ATO2 relativo al 1996 evidenziava a Capannori un deficit depurativo del 66%). Nell’area della Piana vanno inoltre segnalati i rischi ambientali derivanti dal sistema degli scaricatori di piena, specie nei casi in cui si hanno fognature miste ad elevata presenza di reflui industriali.
Indicatori
Materiali di approfondimento
- Indagine sulla qualità dell’aria nei Comuni di Capannoni e Porcari finalizzata al rilevamento di COV e PM10
- Biomonitoraggio della qualità dell'aria (Bagni di Lucca - Borgo a Mozzano, anno 2005)